Achillea – Il fiore dell’eroe

L’achillea (Achillea millefolium) è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Molto diffusa in Italia, cresce spontanea sia in montagna che in pianura, in sentieri, prati e orti incolti. La fioritura dell’Achillea raggiunge il suo apice nel mese di luglio ma perdura fino a settembre quindi rientra a pieno titolo tra le fioriture del mese di Agosto.
I fiori a capolino (infiorescenza formata da tanti piccoli fiori), sono bianchi o rosati ed emanano un profumo gradevole. Le foglie, di colore grigio o verde somigliano alle felci e hanno un leggero odore canforato. Il nome achillea si rifà all’eroe greco Achille che, si narra, medicasse le ferite di battaglia con un impasto di foglie e fiori della pianta. I frutti sono acheni, ovvero secchi, dotati di un pericarpo con all’interno un solo seme. È conosciuta anche come “millefoglie”, “erba del soldato”, “erba dei tagli” o “sanguinella”, soprannomi che riconducono alle innate e leggendarie proprietà vulnerarie.


PROPRIETA’ E UTILIZZI DELLA PIANTA
L’achillea è una pianta dalle numerose proprietà curative che la rendono un vero e proprio concentrato di benessere.
Fiori e foglie contengono azulene, acido salicilico, olio essenziale, flavonoidi, acidi organici, tannini e achilleina.
Ottima come cicatrizzante e come emostatico, l’achillea è impiegata per arrestare emorragie esterne ed interne (sanguinamento gengivale, mestruazioni abbondanti o emorroidi) ma anche per tonificare le pareti venose, grazie al suo potere astringente.
Svolge, inoltre un’azione analgesica in caso di dolori reumatici, crampi addominali o mestruali, favorisce la digestione e aiuta a ristabilire la normale circolazione sanguigna grazie proprio all’achilleina. Risulta efficace anche in caso di stress e stanchezza psico-fisica. Può essere utilizzata sotto forma di tisana, infuso (da bere o impacchi per uso esterno), oleolito
e tintura madre.

AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI
L’utilizzo dell’achillea è sconsigliato per coloro che assumono farmaci anticoagulanti. Inoltre, può provocare reazioni allergiche dovute ad una ipersensibilità nei confronti della pianta.

TRA STORIA E MAGIA (e mitologia)
Come già accennato, il nome achillea è legato a miti, leggende e racconti di gesta eroiche.
Secondo quanto riportato da Plinio il Vecchio, Achille impiegò la pianta durante l’assedio di Troia, consigliato dal più colto e saggio tra i centauri ovvero Chirone, per curare le ferite subite in battaglia dell’amico Telefo e dei suoi soldati. Un altro episodio ci parla invece della madre di Achille, Teti, che lo immerse nel fiume Stige per renderlo invulnerabile. Questa è ovviamente la più nota versione della storia anche se ne esiste un’altra che racconta che la madre immerse Achille in una vasca contenente un’infusione di Achillea. Proprio questo fiore, quindi, lo avrebbe protetto dalle perdite di sangue su tutto il corpo, tranne che dal tallone per il quale la madre lo sosteneva. Tuttavia, pare che l’utilizzo di questa pianta sia di gran lunga più antico: studi moderni hanno rilevato tracce di achillea e camomilla fra i denti di Neanderthal vissuti 50.000 anni fa, e dato il
gusto amaro, sembra improbabile che le usassero come cibo, ma piuttosto come rimedio naturale per il trattamento di vari disturbi.
E in magia?
L’Achillea è un’erba molto potente conosciuta ed usata da secoli a scopo divinatorio.
Gli antichi cinesi la consideravano una pianta sacra, particolarmente adatta per la divinazione (i Ching).
Le sue proprietà magiche sono molteplici: usata nei sacchetti magici o indossata come amuleto protegge dalle influenze negative, aiuta a trovare il coraggio e attira amicizie e amore. Bruciata in un incensiere purifica luoghi e persone ed è utile nei rituali di pace e riunificazione.

Ricorda, prima della raccolta e dell’assunzione, bisogna saper riconoscere e conoscere le piante. Abbi cura e rispetto quando le raccogli, non strapparle ma tagliale così da farle ricrescere più forti.

Emanuela Ciappina

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