Calendula – La lacrima di Afrodite

La calendula (Calendula officinalis) é una pianta originaria del Nord Africa appartenente alla famiglia delle Compositae dai caratteristici fiori giallo-arancio (uno dei suoi soprannomi é infatti “fiorrancio”).

Il suo nome deriva dalla parola latina calendae perché ha la strana proprietà di fiorire dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno una volta ogni 30 giorni circa, alle calende, cioè il primo del mese.

E’ abbastanza comune nei paesi del bacino mediterraneo e cresce prevalentemente nei campi non coltivati, nei prati soleggiati o ai bordi delle strade.

PROPRIETA’ E UTILIZZI DELLA PIANTA

La calendula è una pianta ricca di proprietà benefiche per il nostro corpo, contiene flavonoidi, carotenoidi (betacarotene), polisaccaridi, fitosteroli e soprattutto oli essenziali utili nel trattamento dei disturbi della pelle; ha infatti un potere antinfiammatorio, lenitivo e cicatrizzante, per questo è considerato uno dei migliori rimedi in caso di prurito, eczema e punture di insetti.

E’ inoltre conosciuta per essere un ottimo antisettico naturale, favorisce la regolarità del flusso mestruale, stimola il fegato e contrasta disturbi come gastriti o coliti grazie alla presenza delle mucillagini.

Risulta efficace anche nel trattamento di gengiviti o infiammazioni del cavo orale sotto forma di tintura madre.

Le uniche parti che possono essere impiegate sono i suoi fiori, completamente aperti, interi o essiccati.

La calendula non risulta avere particolari effetti collaterali; tuttavia l’uso prolungato sulla pelle potrebbe provocare qualche irritazione.

TRA STORIA E MAGIA

La calendula è un fiore ricco di storia e simbologia, ma è legata principalmente al concetto di sofferenza e dolore.

Sia i greci che i latini erano soliti chiamarla Solsepium, ovveroseguace del Sole” proprio per il fatto che I fiori si aprono al mattino e si chiudono al tramonto. Questo evento era visto come una sorta di sottomissione e di dolore per la scomparsa del Sole.

Ritroviamo il concetto di sofferenza anche nella mitologia greca; la calendula, infatti nascerebbe dalle lacrime di Afrodite, sofferente per la perdita del suo amato Adone, ferito a morte dallo sposo Ares, geloso dei due.

In virtù di questa credenza, I Greci erano soliti indossare una corona di calendule come dimostrazione di pena e dolore.

Gli inglesi la chiamano “Marygold”, poiche è legata ai cicli del Sole e ai rituali della Vergine Maria mentre in India donano le calendule al fiume per onorare I defunti e per pulire e azzerare il karma.

Nonostante il suo lato triste e malinconico, che lega la calendula alle pene d’amore, alla gelosia e al disinganno, in magia serve a proprio a dare gioia e serenità, lenisce I dolori dell’anima e cura le pene d’amore.

I suoi fiori possono essere lasciati in infusione per creare dei bagni purificatori o pozioni d’amore; legati l’uno all’altro formano un talismano protettivo, sotto forma di incenso aiuta a propiziare la fortuna e migliorare la propria vita.

Ricorda,  prima della raccolta e dell’assunzione, bisogna saper riconoscere e  conoscere le piante. Abbi cura e rispetto quando le raccogli, non strapparle ma tagliale cosi’ da farle ricrescere piu’ forti.

Emanuela Ciappina

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