Musica e voce: benessere psico-fisico sin dalla gravidanza

Le neuroscienze hanno sottolineato da tempo l’importanza della musica, poiché favorisce la crescita armonica nel bambino: coordinamento, concentrazione, concetti spazio-temporali.

Stimola lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo.

Ma la musica ha effetti sia su piccoli che su grandi.

Aiuta ad alleviare ed eliminare stati di nervosismo, ansia, angoscia e stress.

Sono stati emotivi caratterizzati da un pensiero ripetitivo, chiuso, da cui non si trova via d’uscita.

Ma la musica riesce a stroncare questi circoli viziosi, con le sue dinamiche, melodie e armonie, attraverso il ritmo, mettendo in moto altre energie, lasciando fluire l’immaginazione e la creatività.

La musica produce un senso di benessere fisico e mentale grazie anche all’azione delle beta-endorfine che agiscono sul nostro corpo, sui sensi, sullo spirito.

E prima di venire al mondo, quando siamo ancora nell’utero materno, cosa accade?

L’ascolto della musica in gravidanza va oltre l’essere un momento piacevole e di svago: aiuta a prevenire la depressione puerperale ed ha un’influenza benefica anche sul neurosviluppo del bambino.

Nel grembo materno il bimbo è immerso in un mondo sonoro: il respiro della mamma, il battito del cuore, le voci intorno e la musica che c’è nell’ambiente (mai però avvicinare le cuffie con la musica alta alla pancia!)

Il bimbo è immerso nella musica, di cui fa esperienza in modo protetto e con serenità.

E c’è un suono che più di tutti accompagna il bimbo e lo culla durante tutta la gravidanza, il suono inconfondibile della voce della mamma. 

Non solo ascolto per il bimbo quindi ma anche e soprattutto l’uso della voce per la mamma.

Il canto quindi, che può diventare un aiuto durante il parto con la pratica del canto carnatico.

Il Canto carnatico o “canto delle vocali,” nasce nel sud dell’India intorno al 2000 a.C.

si diffuse in Europa grazie a Frédérick Leboyer, ginecologo francese ideatore e promotore del “parto dolce”. 

Leboyer riadattò il canto carnatico per le donne in gravidanza come tecnica utile per affrontare il travaglio e il parto.

Aiuta ad avere una maggiore consapevolezza della respirazione addominale e del diaframma, muscolo fondamentale per l’atto respiratorio ma che aiuta a guidare il corpo soprattutto nella fase espulsiva del parto, permettendo al dolore di attraversarlo scaricando le tensioni ma risparmiando le energie, permettendo di vivere il travaglio in modo attivo.

Vocalizzare permette di avere un maggior controllo sull’emissione dell’aria, di conseguenza i muscoli si rilassano e si alza la soglia del dolore.

Il canto carnatico lavora inoltre sull’apertura della gola e della bocca, che incidono anche sul rilassamento del pavimento pelvico.

Suono e respiro diventano essenza l’uno dell’altro. La voce diventa il veicolo per allentare le tensioni durante le contrazioni e libera una grande carica di energia vitale che permette di entrare in contatto con il bambino che verrà alla luce, cullato dalle vibrazioni sonore.

“Lascia che quel suono circolare penetri in te, ti inondi, prenda possesso di te e ti faccia uscire dal corsetto stretto che ti costringe a un respiro corto e affannato di cui nemmeno ti rendi più conto. Schiuditi senza limiti a quel suono. Ora, solo ora, puoi iniziare a cantare, anche se non si tratta di un vero e proprio canto. È piuttosto un esercizio che abbraccia l’essenza stessa del tuo essere donna e fa vibrare tutta la tua persona.” (F. Leboyer)

Chiara Tomaselli

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